Mistici

Origini

La magia ha origine con l’uomo. Quando l’uomo ha iniziato a credere, a percepire e ha provato ad influenzare le forze sovrannaturali che lo circondavano, ha iniziato a praticare la magia.

La magia ha da sempre un forte legame con la spiritualità: i primi maghi erano i sacerdoti delle divinità primigenie, gli elementi della natura in forma divina. La magia si è sviluppata dal credere in queste entità: tutto ciò che è originato dalla credenza può diventare una fonte energetica. Che sia di sopra o di sotto, più forte o più debole. A seconda della propria formazione e della propria inclinazione, un mago/strega può attingere la propria energia magica da una divinità, dagli spiriti della terra, dai demoni inferi o anche solo da se stesso.

La magia agisce in genere attraverso simboli (σύμβολον “ciò che mette insieme”), che possono essere: parole, pensieri focalizzati, figure tracciate, gesti rituali, o oggetti vari caricati di un significato preciso. In ogni caso lo strumento primario della magia è la mente dell’operatore e tutto il resto serve solo per focalizzare meglio il suo intento.

Ogni mago/strega può servirsi di simboli fisici o di gestualità particolari a seconda della sua “scuola di formazione”, codificata nel tempo secondo le formule o le modalità che riescono a fornire la maggior efficacia d’azione.

La magia, comunque, si apprende. Ci sono ovviamente persone naturalmente portate e altre completamente negate. Ma anche a fronte di doni innati, difficilmente questi emergeranno da soli se non si è nel contesto giusto e con un adeguato instradamento. Anche perché i rischi in conseguenza di azioni avventate, poco ponderate nelle conseguenze, possono essere molto elevati.

La magia si è sviluppata in diversi ambiti, secondo diverse modalità e con obiettivi di volta in volta diversi a seconda del ceppo ancestrale cui fa riferimento la branca di studio. Ci possono essere praticanti più connessi al divino (sciamani, sacerdoti) o alla conoscenza come tramite per esso (maghi, streghe), e via via sino a praticanti che fanno uso di un particolare apparato ben definito e codificato nel corso del tempo (ad esempio, gli alchimisti). Per brevità, riuniremo tutto questo genere di personaggi sotto la definizione di mistico.

Caratteristiche fisiche

I mistici possiedono, di base, le caratteristiche fisiche tipiche della propria razza, pregi e difetti.

Gli esseri umani possono guadagnare dalla pratica magica capacità di rigenerazione migliore del normale o subire un invecchiamento rallentato. In ogni caso, tutte le caratteristiche straordinarie che un mago/strega è arrivato a possedere rischiano di essere revocate nel caso perda i poteri o non sia in grado di utilizzarli per un motivo specifico (sigilli, essere in punto di morte, etc).

Caratteristiche comportamentali

Le caratteristiche comportamentali variano a seconda dell’inclinazione personale di ciascun personaggio.

In linea generale è importante sottolineare che i maghi, streghe e mistici tutti si considerano super-partes nella maggior parte dei casi. Seguono la propria vocazione: che sia salvaguardare unicamente i propri interessi o salvaguardare quelli della propria comunità, i mistici cercano di non farsi invischiare in faccende al di fuori della loro cerchia.

Sono estremamente attenti agli equilibri: personali, generali e universali. Ovunque ci sia uno sbilanciamento, il mistico interviene, qualora la cosa corra il rischio di arrecare danno nella sua area.

Punti di Forza

  • Tutti quelli della razza di appartenenza.
  • Versatilità: in generale, chi ha studiato arti magiche è in grado di muoversi agilmente in diverse situazioni, o comunque di saper improvvisare meglio qualora si trovi in difficoltà.
  • Mascheramento: un praticante di magia è spesso in grado di confondersi con l’ambiente in cui si trova, celando la sua identità nel modo più discreto possibile. O, al contrario, di risultare il più appariscente possibile per farsi notare.
  • Sovrannaturale: capacità di riconoscere le cose/persone sovrannaturali, qualunque sia la loro forma esteriore.
  • Consapevolezza: un praticante di magia è in grado di percepire i flussi energetici e i punti caldi mistico-magici. E saperli incanalare, a livelli più o meno alti.

Punti di Debolezza

  • Tutti quelli della razza di appartenenza.
  • Riconoscimento reciproco: Un mistico è quasi sempre rilevabile da altri, quando sono nelle vicinanze. Se si desidera passare in incognito si devono prendere serie precauzioni.
  • Contrappasso: ogni utilizzo di magia ha un costo. Anche con capacità che sono innate, si paga con la propria energia vitale (un utilizzo eccessivo di energia accorcia o, nei peggiori dei casi, mette a repentaglio la propria vita). Quando il mistico utilizza l’energia di creature superiori (divinità, spiriti della terra, demoni, etc) deve sempre essere pronto a pagare un degno compenso. Anche in questo caso, un uso eccessivo delle capacità senza adeguato compenso verrà sanzionato. Dove si sbilancia da una parte, il cosmo tenderà a riequilibrare all’opposto.
  • Patti: i mistici che hanno ottenuto i propri poteri da un patto con una creatura sovrannaturale (divina o demoniaca che sia) sono tenuti a onorare tale creatura in cambio dell’energia utilizzata per gli atti magici. Come essa venga onorata dipende dal suo carattere, ma in ogni caso occorre sempre fare attenzione a che tipo di rapporto si allaccia con creature tanto potenti.

Come si fa magia

Chi esercita la magia ha dei campi di conoscenza d’elezione, o predisposizioni personali specifiche. O addirittura, vocazioni. La magia si differenzia a seconda dello scopo del praticante, che sfrutterà a sua volta diverse pratiche. Come per qualsiasi altra cosa, l’eclettismo può dare una panoramica su molto, ma poi risulta difficile approfondire: puoi scegliere di essere bravo un po’ in tutto, o spaventosamente bravo in qualcosa, e questo si riflette nei risultati della pratica stessa.

Praticanti

  • La magia cerimoniale viene esercitata dal mago più propriamente detto. Il mago procede dalla lunga tradizione dei sacerdoti e difatti cerca di avvicinarsi al divino, qualunque sia la strada che scelga di percorrere: cercando la grandezza nella fusione, o nel prenderne il posto. Il mago o la maga della tradizione cerimoniale solitamente si rifà all’ermetismo e all’alchimia, e si appoggia a studi e tradizioni di grandi sapienti.
  • La tradizione delle streghe invece è perlopiù femminile e popolare, ma non sono rari neppure i casi di grandi stregoni. Le pratiche di stregoneria vengono tramandate più che trascritte, attingono ad antichi culti e sono molto legate alla propria zona d’origine, quale che sia. Se il percorso del mago è di elevazione, quello della strega è più terrigno.
  • Lo sciamano fa un percorso solitario con il divino. Egli sente la vocazione ma non intraprende una missione: si sente chiamare e risponde, diventando una figura così a metà tra i mondi. Per questo non è raro vedere lo sciamano in uno stato di trance, o in tutti quegli stadi “a metà” tipici della magia sciamanica: se il sacerdote crea un ponte, tra il cielo e la terra, lo sciamano è il ponte.
  • Il sacerdote è il tramite tra il dio e i suoi fedeli. La sua è una vocazione che lo spinge ad intercedere, ad officiare i riti per la comunità (che sono i messaggi degli uomini al dio), e ad interpretare responsi o avvenimenti nella comunità (che sono i messaggi del dio agli uomini). Un mago, una strega o uno sciamano possono essere anche sacerdoti, se vengono prescelti per un rapporto così diretto col divino. Ovviamente, questa categoria è ristrettissima e i rituali di magia sacerdotale intrisi di grande potere.

Pratiche

  • Formule: le formule fungono da veicolo per le forze richiamate. Sigilli, pantacoli, formule alchimiche: un praticante deve conoscere queste formule e saperle utilizzare appropriatamente, operando con forte convincimento e volontà perché esse abbiano effetto. È la pratica più comune, ampiamente utilizzata nella magia cerimoniale ma anche a livelli più “bassi”, per esempio da chi le acquisisce senza coscienza di tutto l’apparato cerimoniale sottostante (ad esempio, chi le apprende dai libri).
  • Incanalamento: affidato più al gesto che alla parola, piuttosto che veicolare il passaggio del divino lo si “intrappola” per portarlo con sé. Questo tipo di magia viene utilizzata per la creazione di oggetti, pozioni, talismani, in grado di agire su una persona o una situazione. Sono oggetti che incanalano una volontà e poi la rendono effettiva. La pratica è comune, per esempio, tra le streghe di paese, ma anche un mago o un sacerdote notoriamente caricano i propri talismani.
  • Divinazione: è utilizzata per ricercare informazioni attraverso le arti mantiche (astrologia, cartomanzia, chiromanzia, ecc) oppure attraverso talenti propri (presagi, preveggenza, ecc). Il rapporto col divino non è diretto, perché prevede di esserne investiti dal potere più che di controllarlo, ma a seconda della prediposizione del mago (e da ciò che egli fa per facilitare questo contatto) si possono acquisire vere e proprie rivelazioni.
  • A seconda della branca di magia di riferimento esistono poi innumerevoli pratiche, più o meno specialistiche. Queste sono strettamente legate al personaggio e si scoprono approfondendo personalmente la materia.

Lo scopo dell’incantesimo (ovvero dell'”atto magico”) può essere di qualunque tipo (evocazione, guarigione, illusione, metamorfosi, esorcismo) ma la sua complessità è strettamente vincolata all’abilità e all’esperienza del mago, aumentando di volta in volta il dispendio energetico e il potere incanalato. Un mago dev’essere molto potente per eseguire da solo un grosso rito di magia cerimoniale, o chiedere la compartecipazione di altri mistici ed unire le forze secondo una volontà comune.

Informazioni utili

  • Comunità: i mistici possono associarsi, fra loro o con terzi. Essendo per natura sovra-fazioni, non sono rare le riunioni dove mistici di rami diversi si ritrovano per scambiarsi informazioni utili nel caso di bisogno. Nell’universo di Lupercalia non esiste ad oggi un’organizzazione accentrata cui i praticanti di magia debbano fare riferimento. Esistono tutt’al più piccole comunità cooperative, ma per gli affari quotidiani i più preferiscono operare come singoli, per ricerca propria o per inclinazione personale.
  • La magia si apprende: può essere un apprendimento accademico (per chi è più o meno portato) o può anche succedere talvolta un’infusione di conoscenza tramite il contatto con il divino (sono casi molto rari). In ogni caso non basta la conoscenza infusa per sviluppare veri poteri magici: occorre studiare e coltivare la proprie capacità.
  • La magia è una pratica sovra-razziale: possono avere capacità magiche sia esseri umani che vampiri che altre creature, sovrannaturali o meno. Le caratteristiche dei mistici sono quindi da sommarsi a quelle della razza di base del personaggio, qualora queste non entrino in conflitto. Detto ciò, nell’universo di Lupercalia GdN è fortemente sconsigliato ad un immortale praticare magia a livello alto, in quanto già intriso di poteri sovrannaturali. Tendenzialmente maghi e streghe sono esseri umani che ricercano maggiori possibilità di muoversi nel mondo, sulla scia dei grandi sacerdoti, sciamani, maghi e streghe che hanno costellato la storia umana.