III: La Spada di Damasco

Il Consiglio dei re ha deciso: la guerra è alle porte. Figli di Roma e Lupi Novi sono alleati in una nuova missione che mette da parte la rivalità secolare in nome di un unico obiettivo: contrastare gli esperimenti del Vaticano sui mutaforma.

Giulia Maggiore ha portato a termine la spedizione per il recupero del marito Gaio Mario, il leader dei Lupi Novi prigioniero ormai da mesi a Castell’Orsini, solo per ritrovare al suo posto l’Agente Tyr, che di Gaio conserva solo il volto. La missione è un disastro, e la fazione subisce gravi perdite. Assieme al figlio, Caio Mario il Giovane, la Domina chiama e i Lupi Novi rispondono: dalle parti più disparate del mondo accorrono a Roma diversi membri del branco, pronti a dare una mano a riorganizzare le forze. E dal mondo giungono notizie riguardo l’interesse della Chiesa per la Spada di Damasco; i lupi decidono dunque di giocare in anticipo sul nemico, e si dividono in squadre di disturbo e di ricerca, al fine di ottenere per primi l’oggetto. Mentre la famiglia dei Metelli si getta sulle tracce di Gaio Mario, trasferito in Sudamerica, il suo erede prende il comando delle operazioni in Italia, e una spedizione dopo l’altra i Novi arrivano sino a Vulcano, luogo di riposo della mitica spada… dove però incontrano Deimos, il dio del caos, che la reclama per sé. Sconfitti, i Lupi Novi non demordono e decidono di inseguire il nemico sino al suo luogo di origine: Kastri.

Nel frattempo Rea Silvia ha assemblato una squadra per una delicata missione: Elena Tosca viene infiltrata nel team scientifico del Progetto Godan, ora che l’organico è rimasto a corto di personale dopo l’attentato in Svizzera da parte dei Draculesti. I Figli di Roma intendono recuperare Tara e verificare se i ripetuti lavaggi del cervello l’hanno veramente strappata per sempre a se stessa. L’operazione, affidata a un team scelto coordinato da Tullo Ostilio, è segreta e delicatissima, e porta successi e sconfitte: i Figli riescono ad intercettare l’antica alleata e ad appurare che esistono brecce nella sua mente, ma non riescono a trattenerla come previsto. Un’irruzione di cacciatori riconsegna una Tara ormai allo stremo al Vaticano, e di lei non si sa più niente. Ma un altro grido d’allarme, oltre al Vaticano, perseguita i lupi di Roma, e porta il nome di Mattia Corvino: si scopre che i mannari hanno transitato di nascosto a Roma, dove sono riusciti ad aggredire la Sibilla Cumana. Chi li ha coperti, e con che potere? A sentire i Draculesti, sembra che il responsabile sia proprio Deimos. I segni sono chiari, la porta di Giano sta tremando: il branco serra i ranghi su tutti i fronti, preparandosi ad attaccare.

In questo scenario di assedio più o meno sotterraneo giunge a Roma il giovane Liam, sacerdote norreno giunto dall’Australia, dove la sua gente si è rifugiata secoli addietro. Desideroso di allacciare i rapporti con i versipellis e mettersi alla ricerca dei berserkir, Liam fa numerosi incontri e tutti complicano lo scenario che il giovane sciamano aveva in mente. Catturato e torturato dal Vaticano, fallito il percorso di iniziazione con Fenrir, Liam è spezzato e alla ricerca della sua vera strada. Dall’altra parte d’Italia una strada si spiana invece davanti ad Adam Palmer, mago dilettante, e incrocia quella delle divinità infere della Dodecapoli. Adam decide di giocare al loro gioco, anche se questa strada si prospetta oscura. La via verso la Conoscenza non è mai stata così ardua…

Sempre in materia divina l’Oracolo, reduce dall’attacco di Mattia Corvino, decide di dare il suo appoggio ai lupi e ai loro alleati contro le ormai chiare minacce al mondo sovrannaturale. Ed un segno accade durante un colloquio con Rea Silvia: è la Sibilla a profetare il pericolo che rappresenta la Spada di Damasco, cosa che indurrà la Lupa ad inviare i suoi uomini a Kastri alla ricerca dell’artefatto. Nel frattempo, ai danni dell’oracolo di Apollo si sta progettando un atto sacrilego, il furto dei Libri Sibillini. L’interessato è, ovviamente, il Vaticano. Per riuscire in quest’operazione la Santa Sede si avvale dell’aiuto dei mannari di Corvino, le cui ambizioni sono sempre quelle di ritornare in seno alla Chiesa. Il furto riesce, provocando la furia della sacerdotessa, che stavolta non intende lasciare l’aggressione impunita.

Il clan dei Corvino, nonostante la vittoria riportata, è in serio rimestamento: il tradimento di Erszebeth ha rimescolato i malumori dei mannari, che hanno più che mai bisogno di sentirsi un branco. E per questo Corvino intende stringere il pugno di ferro. Assieme ai provvedimenti che dovrà prendere riguardo i traditori, l’attesa del sovrano è per l’antica sposa Radmila, che decide di tornare in Ungheria e recitare la commedia del matrimonio felice per amore del figlio Nicolas, appena scoperto vivo. Ludovico Trivulzio, però, non accetta questo patto, ed anzi concepisce un piano per scoprire il fianco dei mannari e gettarli nel mezzo di una guerra. Il primo re di Roma si reca di persona in Romania ed affida alla sua guardia il compito di infiltrarsi tra i mannari, sabotando al primo plenilunio utile la regola della Luna imposta da Corvino ai suoi. L’apertura delle gabbie ha un risultato spaventoso: i mannari, privi di controllo, fanno strage per le campagne, allertando i Draculesti. Le due fazioni si scontrano in una sanguionosa battaglia.

I cacciatori del Vaticano nel frattempo sono in fermento. L’Ordine dei Portaspada, che è stato chiamato ad affiancare l’Ordine della Madonna Nera, si ritrova a fare i conti con contrattacchi ed infiltrazioni dei sovrannaturali. L’Agente Godan è riuscita a recuperare la Coppa del Druido e dovrà presto sottoporsi ad un nuovo lavaggio del cervello, ma questa volta Tommaso Falcucci decide di darle un aiuto. Tra quello e l’intervento dei Figli di Roma, comincia ad esserci qualche crepa nelle difese della lince. Sarà abbastanza forte Tara da sopravvivervi? Ma l’evento più provante per la Santa Sede è l’irruzione di Deimos, che la notte di Natale spazza via le difese vaticane per strappare Brando Karisen alla prigionia e alla tortura. Il dio fugge assieme al compagno immortale lasciandosi dietro una scia di sangue e una situazione di tragica emergenza. Prende così vita lo S.C.U.D.O., l’unione dei due Ordini a scopo di protezione e difesa, con a capo Michele Troma. Dopo mesi di allenamento intensivo, i cacciatori sono pronti a sferrare il contrattacco nella tana del nemico e volano verso Kastri. La Spada di Damasco, loro obiettivo da mesi, diventa ora anche l’arma per uccidere Deimos.

E sempre i cacciatori rimescolano le carte in gioco nel clan nei Draculesti: per mezzo di Stefan, lo scavezzacollo di casa, un’ex vaticana entra in famiglia, vampirizzata durante la strage dei laboratori in Svizzera; mentre una nuova recluta entra piuttosto nelle sue grazie, per fare il doppiogioco. Il risultato è che Stefan è padre due volte… ma del figlio che la giovane cacciatrice evasa dalle loro segrete porta in grembo ancora nessuno sa. E il destino di un dampyr sarà una cosa che interesserà a molti, oltre a mettere un giorno in pericolo il clan. Il capoclan Vladimir nel frattempo ha scoperto tracce di Deimos in tutte le vicende di famiglia, a partire dall’antica cattura del capostipite sino alla recente presenza dei mannari a Roma. La situazione richiede compattezza, e perciò richiama i suoi uomini migliori per un delicato gioco di equilibri tra Ostia, da dove i Draculesti intrattengono rapporti coi lupi di Roma, e la Romania, la terra di Tepes da sempre minacciata dai Corvino. E non c’è niente di più importante della terra per un vampiro. Specie quando i mannari cominciano ad oltrepassare i confini nel plenilunio, scatenati e privi di controllo. La Luna di Sangue, il 4 aprile, si fa particolarmente atroce ed esige un grosso tributo dai Draculesti, che respingono i mannari a caro prezzo.

Deimos, in tutto ciò, ha nascosto l’unica arma in grado di ucciderlo a Kastri, il suo luogo di origine, nelle profondità di un labirinto. Cacciatori, Figli di Roma e Lupi Novi vi si ritrovano senza preavviso, essendo diverse le strade che li hanno condotti. Ma non fanno in tempo ad confrontarsi, che il labirinto li sfida ad affrontare i suoi pericoli. Costretti ad una rapida collaborazione, le tre fazioni vengono mischiate, separate e solo una manciata arriva sino in fondo al percorso. Ma in quella notte santa, notte di Pasqua, notte di Resurrezione, sono gli uomini e le donne del Cristo ad ottenere vendetta per la strage in Vaticano: Deimos stesso è costretto alla ritirata, ferito dalla mortale spada, e i membri dello S.C.U.D.O. fuggono portando con sé l’artefatto. Figli di Roma e Lupi Novi riescono a salvarsi dal labirinto, ma una cosa è chiara ormai agli occhi dei loro leader, stretti dall’ultima battaglia: serve unirsi contro il Vaticano, più potente e pericoloso che mai.